Bonomi ai sindacati: con i nuovi contratti ridefiniamo il lavoro



CONFINDUSTRIA

Il presidente di Confindustria: contro ogni violenza le forze dell’impresa e del lavoro devono essere totalmente solidali

Confindustria, ecco la squadra di Carlo Bonomi

Il presidente di Confindustria: contro ogni violenza le forze dell’impresa e del lavoro devono essere totalmente solidali

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Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi propone ai sindacati di condividere, già nei prossimi mesi, una ridefizione del lavoro a partire dai prossimi rinnovi contrattuali. I quali, spiega il leader degli industriali in una lettera al Messaggero, «non possono essere affrontati col vecchio meccanismo dello scambio tra salario e orario. Nei contratti dobbiamo, tutti insieme, realizzare una vera e propria ridefinizione del lavoro, guardando alle filiere e alle aziende. Non considerando solo turni e orari e retribuzioni nazionali, ma obiettivi incentivati di produttività e innalzamento del capitale umano, diritti alla formazione permanente, al welfare sussidiario e alla conciliazione dei tempi di lavoro con la cura parentale».

Per Bonomi si tratta di «un compito essenziale, per rilanciare l’Italia. E ci auguriamo, in questo, che nessun equivoco possa sussistere tra la chiarezza con cui imprese e sindacati confronteranno le rispettive posizioni, e visioni ideologiche di antagonismo che appartengono al passato».

Nella lettera il leader di Confindustria denuncia «proiettili e minacce di morte agli imprenditori» e lancia un appello: «Ciò che abbiamo imparato nella lotta al terrorismo non va dimenticato. Dagli anni Settanta, ogni qualvolta crisi profonde hanno colpito la nostra economia e società, la violenza ha preso piede, arruolato sostenitori e mietuto vittime approfittando delle divisioni sociali che, da dialettica fisiologica democratica, diventavano patologie senza controllo. Questa volta, va evitato. E non bastano l’unità e la fermezza delle istituzioni. Contro ogni violenza anche le forze dell’impresa e del lavoro devono essere totalmente solidali».