Conte apre alle opposizioni: intenso confronto per il decreto di aprile



informativa al senato

Quello del premier è stato un passo in avanti rispetto all’informativa di mercoledì alla Camera nel corso della quale non era arrivata quella mano tesa alle opposizioni che alcuni si aspettavano

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«Nel lavoro per il decreto marzo abbiamo incontrato i leader dell’opposizioni e nel testo sono state raccolte alcune delle loro indicazioni, e anche ieri alla Camera ho ricevuto ampie aperture al confronto. Ora c’è un nuovo decreto e possiamo riprodurre questa metodologia di lavoro, anzi darò mandato al ministro D’Incà di elaborare un percorso di più intenso confronto. Così il premier Giuseppe Contenell’informativa al Senato. Un passo in avanti rispetto all’informativa di mercoledì alla Camera nel corso della quale dal premier non era arrivata quella mano tesa alle opposizioni che alcuni si aspettavano, dicendosi «consapevole della necessità di un doveroso coinvolgimento del Parlamento» e ricordando come nel decreto legge appena approvato dal Consiglio dei ministri si preveda l’obbligo per l’Esecutivo di riferire ogni 15 giorni alle Camere, non facendo però cenno all’esigenza di un dialogo con il centrodestra.

«In dl aprile almeno 25 mld, lavoriamo per più risorse»Conte ha ribadito al Senato che nel decreto aprile si prevedono «stanziamenti non inferiori ai 25 miliardi già stanziati nel decreto cura Italia» anche se l’obiettivo è di «potenziare ancor di più quest’intervento» per incrementare il sostegno al credito e alla liquidità». Saranno lì le norme annunciate sul golden power per proteggere con ogni mezzo i più preziosi asset di questo Paese.

Conte a Ue: la battaglia la vinciamo o perdiamo tutti «Questa è una battaglia» che in «Europa si vince tutti insieme altrimenti a perdere saremo tutti. Ribadirò questa posizione fra qualche ora, ad una video conferenza a livello di G20 e poi al vertice del Consiglio europeo» ha assicurato il presidente del consiglio.

«Italia favorevole a European Recovery Bond» Conte ha infine ribadito che l’Italia è favorevole allo strumentodei Covid-bond, sottolineando di non apprezzare però la terminologia “coronabond”. «Preferirei chiamarli European Recovery bond» ha spiegato il premier.

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