Ue, da Conte e altri otto leader una lettera per chiedere i Coronabond



la risposta alla pandemia

Documento firmato anche da Francia, Spagna, Belgio, Lussemburgo, Grecia, Irlanda, Portogallo e Slovenia: al centro la strategia da attuare per contrastare il rischio di depressione che sta incombendo sulle economie della zona euro

dal nostro corrispondente Beda Romano

(Ansa)

2′ di lettura

BRUXELLES – Nove paesi europei, tra cui la Francia, l’Italia e la Spagna, hanno proposto mercoledì 25 marzo l’emissione comune di Coronabond. La presa di posizione conferma l’esistenza di un drammatico braccio di ferro attualmente in corso tra i Ventisette dopo che finora i paesi della zona euro non sono riusciti a mettersi d’accordo sull’uso del Meccanismo europeo di Stabilità (Mes) per contrastare lo shock economico provocato dalla pandemia influenzale.

Il documento firmato oltre che dai tre paesi appena citati anche dal Belgio, il Lussemburgo, la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo e la Slovenia mette nero su bianco un piano di battaglia per affrontare il rischio di depressione che sta incombendo sulle economie della zona euro. Oltre all’emergenza sanitaria, bisogna affrontare anche quella congiunturale. I nove paesi rendono merito alle decisioni prese negli ultimi giorni dalla Commissione europea e dalla Banca centrale europea.

«In particolare – aggiungono poi nella loro missiva distribuita alla stampa alla vigilia di una riunione dei capi di Stato e di governo – dobbiamo lavorare su uno strumento di debito comune emesso da una istituzione dell’Unione europea per raccogliere risorse sul mercato sulle stesse basi e a beneficio di tutti gli Stati membri, garantendo in questo modo il finanziamento stabile e a lungo termine delle politiche utili a contrastare i danni causati da questa pandemia».

Dietro all’espressione “debito comune emesso da una istituzione dell’Unione europea” sembrano nascondersi quelli che ormai comunemente vengono chiamati Coronabond, ossia titoli di debito europei da utilizzare per finanziare la risposta alla crisi sanitaria ed economica. Quando i nove parlano di istituzione dell’Unione europea sembrano riferirsi alla Banca europea degli investimenti poiché il Mes non è un organismo europeo, ma intergovernativo della zona euro.

Peraltro, la proposta non sembra riferirsi ai cosiddetti eurobond, che prevedono nei fatti l’emissione congiunta da parte di paesi che garantiscono insieme il nuovo debito. Come detto, la lettera dei nove paesi giunge dopo che questa settimana i ministri delle Finanze dell’unione monetaria non hanno trovato un accordo sull’uso del Mes. Mentre Italia, Francia e Spagna sostengono che l’organismo dovrebbe concedere prestiti senza condizioni, paesi quali l’Olanda sono contrari.

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